Archivio Criminalità
Tenta di dare fuoco ad un esercizio commerciale, arrestato

Minacciava di incendiare un laboratorio di riparazione di elettrodomestici con in mano un foglio di carta arrotolato ed una bottiglia di benzina. Gli agenti delle volanti hanno avuto non poche difficoltà a bloccarlo. In manette è finto Ottavio Bottari, 43 anni, per lui le accuse sono di tentato incendio doloso e tentata estorsione.
L’episodio si è verificato in via del Santo a Messina. L’uomo nel pomeriggio si è presentato al laboratorio e si è subito acceso un diverbio con il titolare per la mancata riparazione di un televisore. Bottari si è allora allontanato, ma è tornato poco dopo con il necessario per dare fuoco all’esercizio commerciale di via del Santo. Il 43enne aveva appena terminato di versare la benzina sulla soglia del locale quando i poliziotti lo hanno fermato nonostante la resistenza opposta. Bottari è stato arrestato e processato con rito direttissimo
27 Agosto 2010
Tentato furto in macelleria, arrestati due giovani
Poco più tardi delle 2,00 la polizia ha arrestato in flagranza di reato, Gianfranco BONANNO di anni 19 e Pietro MAROTTA di anni 25, entrambi messinesi, per tentato furto in danno di una macelleria sita sulla via C. Pompea.
I due sono stati notati mentre, dopo aver infranto la finestra dell’esercizio commerciale con un sasso, si stavano introducendo all’interno. Alla vista dei poliziotti i giovani hanno tentato di allontanarsi frettolosamente, ma sono stati subito raggiunti ed arrestati. Nella mattinata verranno sottoposti a processo per direttissima presso il locale Tribunale.
23 Agosto 2010
Viaggiava con 50 cardellini in una valigia, bloccato dalla Forestale

Catturati durante i primi voli e chiusi in gabbie piccolissime per essere venduti. Un uomo di 62 anni è stato bloccato agli imbarcaderi privati di Messina alle prime ore del mattino dagli uomini del distaccamento di Messina del corpo forestale con una valigia che altro non era che la prigione degli uccelli rapiti . Il sessantaduenne, residente a Reggio Calabria e bloccato mentre si accingeva ad attraversare lo stretto per fare ritorno a casa, è stato denunciato a piede libero per detenzione di fauna protetta ma dovrà rispondere anche del reato di uccellagione rischia ora dai due ai sei mesi di reclusione. Erano 50 gli animali sottratti al loro habitat naturale dal bracconiere. Quasi tutti cardellini apprezzati com’è noto per il loro canti, ma anche per i loro colori e per questo trattati come oggetti da decoro. Quasi tutti gli uccelli sono stati rimessi in libertà, alcuni dovranno prima essere curati e si trovano presso il centro recupero Fauna Selvatica “Stretto di Messina” dell’azienda forestale gestito dall’associazione mediterranea per la Natura. A salvare gli animali l’attività degli uomini del distaccamento Forestale di Messina Colle San Rizzo coordinato dall’ispettore Carmelo Di Vincenzo
23 Agosto 2010
Furto "facile" alla Camera di Commercio

Vigilanza assente, sistema di videosorveglianza inesistente e nessun impedimento. Hanno agito indisturbati i ladri che questa mattina si sono introdotti all’interno della Camera di Commercio, sottraendo dalla cassa dello sportello della banca Ugf la somma di 10 mila 490 euro. I ladri hanno approfittato dell’assenza dell’unica impiegata presente nell’ufficio, che si è allontanata dalla propria postazione per pochi minuti. Il tempo necessario per permettere ai malviventi di introdursi nell’ufficio e sottrarre i soldi dallo sportello della banca. Con il bottino in mano, sono poi fuggiti. E non sarà facile identificarli, dal momento che il sistema di videosorveglianza all’interno dell’ufficio della banca non esiste. Una bella gatta da pelare per gli agenti di polizia, intervenuti sul posto. A loro spetta il compito di chiarire l’accaduto.
18 Agosto 2010
Incendiati mezzi di Messinanambiente, Dalmazio: ''Non riusciranno ad intimidirci''

Le cabine di due mezzi di Messinambiente sono state incendiate poco prima della mezzanotte del 15 agosto da ignoti che hanno agito chiaramente a scopo intimidatorio. Sui mezzi bruciati, in contrada Pace, è stata ritrovata anche una tanica contenente benzina. L'Amministratore unico della società, che si occuopa dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani Nino Dalmazio, ha subito denunciato i fatti alla polizia. ''Nessuno riuscitrà ad intimidirci - ha dichiarato - andiamo avanti nel nostro lavoro di rilancio dell'azienda''. Solidarietà dal presidente dell'Ato3 Antonio Ruggeri.
Intanto l'impossibilità diutilizzare i mezzi bruciati è destinata a produrre disagi nella raccolta della spazzatura a Messina.
16 Agosto 2010
Minaccia gli ex soci di un laboratorio di analisi. Anche un poliziotto tra i 5 arrestati

C’è una sostituzione al lavoro per gravidanza della titolare del posto, c’è la rabbia di un ex socio e c’è l’uso di una vera e propria strategia del terrore dietro l’incredibile vicenda raccontata dai carabinieri della compagnia Messina sud, che con l’operazione Fire hanno ammanettato 5 persone. Massimo Spinella, impiegato alla Regione Siciliana, 31 anni, il padre Antonino, 60 anni, Giuseppe Vecchio, 34 anni, e Nunzio Di Salvo, 66 anni, sono accusati di concorso in tentata estorsione. Abuso d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio, invece, per un quinto indagato che si trova agli arresti domiciliari, il funzionario di Polizia Giudiziaria, Giuseppe Marchiafava, 43 anni. A far scattare le indagini dei carabinieri è stata la serie di attentati incendiari ad abitazioni, auto e studi medici che ebbe inizio nel luglio 2009. Le fiamme divampavano da Scaletta Zanclea a Milazzo e inizialmente non sembrava esserci collegamento tra i vari attentati. Sino a quando gli investigatori dell’Arma non hanno scoperto un comune denominatore: ogni vittima di incendio era collegata ad un laboratorio di analisi di Scaletta, per rapporto lavorativo o parentela con impiegati e soci dello stesso. C’era il laboratorio “ La diagnostica” al centro di tutto. I proprietari delle vetture, delle abitazioni cui veniva appiccato il fuoco, erano soci o parenti, coniugi dei soci. Un solo socio non aveva ricevuto i sinistri segnali: Massimo Spinella. I sospetti dei carabinieri puntano sul giovane, scavano nei trascorsi burrascosi del gruppo di amici che aveva avviato il laboratorio di analisi. Scoprono che Massimo Spinella era stato estromesso dalla gestione dello studio medico perché si era opposto alla assunzione definitiva di un’impiegata che, pro-tempore, aveva sostituito la segretaria, moglie di Spinella, quando la stessa si era assentata per il periodo della maternità. Il lavoro della sostituta era risultato ai soci più soddisfacente di quello della titolare del posto: vollero assumerla in via definitiva. Da qui l’ira del socio-marito, le liti, il suo allentamento dal laboratorio. Da qui anche la decisione da parte dell’ex socio di vendicarsi e tentare di appropriarsi delle quote degli altri proprietari adottando la strategia del terrore. Minacce telefoniche, effettuate con la complicità del padre Antonino, attentati incendiari, compiuti con l’aiuto di un amico pregiudicato, Giuseppe Vecchio. Ma il vero colpo basso arriva dall’alto, dall’alto di una carica da funzionario di Polizia Giudiziaria. Complice un altro amico, il poliziotto Giuseppe Marchiafava, inoltra un esposto anonimo alla Procura, in cui rivela fantomatiche attività illegali che si sarebbero svolte all’interno del laboratorio di analisi . Di più, un’intercettazione rivela anche il suo tentativo di introdurre un quantitativo di sostanze stupefacenti nello studio medico di Scaletta: voleva che l’amico poliziotto inviasse i colleghi a scovare la droga e minare così ulteriormente la credibilità de “ La diagnostica”. Spinella voleva scomodare persino Cosa Nostra per i suoi rancori personali: ma dall’alto della mafia palermitana gli hanno risposto che un laboratorio di analisi in provincia non meritava tanto interesse. Insomma un piano diabolico, ideato da un vendicativo impiegato della Regione è stato scoperto attraverso le indagini accurate dei carabinieri della compagnia Messina Sud, stazione di Giampilieri. Le 5 ordinanze di custodia cautelare della operazione Fire sono state emesse dal gip Luana Lino.
7 Agosto 2010
Rissa a Patti: 7 Arresti. 1 Ragazzo ferito al volto

7 arresti a Marina di Patti. E’ l’esito di un’operazione in cui sono intervenuti Polizia e Carabinieri nella scorsa notte per sedare una rissa. Durante i festeggiamenti del Carnevale estivo, si è scatenata violenta lite. Ancora da accertare le cause del litigio e il numero delle persone coinvolte. Tra i feriti, un giovane colpito con una bottiglia di vetro, è stato sfregiato al volto.
6 Agosto 2010
Sventato grazie ad una telefonata furto in appartemento da 60 mila euro

Una refurtiva da 60 mila euro. Dentro il sacco gioielli, argenteria ed anche tre pistole da collezione. Ma Stellario Fusco, 30 anni ed i fratelli Filippo ed Antonio Bonanno, 29 e 28 anni, non sono riusciti portare a termine il colpo. Sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile grazie ad una telefonata anonima che ha avvertito la polizia di quanto stava accadendo in una lussuosa abitazione all’incrocio tra le vie Garibaldi e Consolato del Mare. Due le pattuglie arrivate sul posto – erano circa le 3 di notte - proprio mentre i tre si trovano ancora nell’appartamento. Due i poliziotti che hanno sorvegliato l’ingresso principale, altri due hanno bloccato l’altra possibile scappatoia dal lato del cortile interno dove sono stati fatti cadere i sacchi con la refurtiva. Senza via d’uscita e colti in flagranza di reato, Stellario Fusco e Filippo Bonanno si sono subito arresi. Antonio Bonanno ha invece tentato una improbabile fuga arrampicandosi su una grondaia. Si è fermato soltanto quando è stato esploso un colpo di pistola in aria a scopo intimidatorio. I tre adesso si trovano in carcere a disposizione del magistrato, ma le indagini continuano per risalire ad eventuali altri colpi messi a segno in appartamenti lasciati liberi dai proprietari in vacanza. I tre infatti erano fin troppo attrezzati per i furti per non destare altri sospetti. Tra gli arnesi sequestrati anche una lancia termica, una bombola di ossigeno, batterie e chiavi di ogni genere. La tecnica per entrare nella lussuosa casa - 250 metri quadro con 10 camere - quella del foro praticato in una porta laterale. Tutto troppo rodato per trattarsi di ladri improvvisati
5 Agosto 2010
Sequestrati 9 Panetti di hashish 'diretti' a Lipari. 2 Arresti.

Cercavano di raggiungere Lipari con la loro imbarcazione i due uomini arrestati ieri sera per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gianluigi Bellia, 37 anni di Caltagirone, e Roberto Cacace 42 anni di Lipari, si trovavano a largo dell’isola di Vulcano quando rimasti in panne hanno chiesto aiuto alla motovedetta della Capitaneria di Porto. La barca è stata trainata sino al molo più vicino, dove i militari hanno proceduto con il personale della Polizia di Stato di Milazzo ad un controllo del mezzo. Sul fondo del gavone anteriore sono stati trovati 9 panetti di hashish per un peso complessivo di 850 grammi. Immediato è scattato il sequestro del mezzo e della droga. Bellia e Cacace su disposizione del Sostituto Procurare della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto sono al momento agli arresti domiciliari.
22 Luglio 2010
Ladro maldestro: ferito, fugge lungo la grondaia.

Un furto “sanguinolento” quello che ha portato in carcere, con tappa al pronto soccorso, un ladro nostrano che dal fantasioso collega francese Lupin dovrebbe imparare l’arte e… metterla da parte. Francesco Mangano, 22 anni, messinese, ieri si è ferito in corso di…. attività. Preso di mira un appartamento della statale 114, vi si è introdotto forzando una tapparella e rompendo la vetrata della portafinestra. Ma, lui, fedele al detto “chi rompe paga e i cocci sono i suoi: se n’è portati appresso parecchi nella gamba. Ferito, sanguinante, Francesco Mangano, ha portato comunque a termine la sua missione: svuotare degli oggetti di valore l’appartamento. Dopo averlo messo a soqquadro ha preso diversi oggetti preziosi che ha raccolto nella federa di un cuscino. Quindi la fuga da una via diversa da quella di ingresso. Da dove? Dal tubo di scarico dell’acqua piovana adiacente al balcone dell’abitazione derubata. La discesa, impervia, era però troppo a vista. Lo hanno visto, infatti, quel tipo aggrappato a un tubo, sulla parete di un palazzo. Hanno telefonato al 113. Gli agenti della sezione volanti lo hanno preso all’arrivo, quando ha toccato terra. Dopo una sosta al pronto soccorso (parecchi punti di sutura alle gambe ferite) Francesco Mangano è stato accompagnato al carcere di Gazzi. Prima del suo ingresso gli hanno tolto dallo slip dei pantaloncini un grosso cacciavite. Recuperata tutta la refurtiva, anche l’orologio sottratto al proprietario dell’appartamento, dono della nonna defunta, che lo spyderman di casa nostra aveva nascosto negli slip.
19 Luglio 2010
Tenta un'estorsione in un bar. Arrestato un uomo di 45 anni.
E' stato arrestato per tentata estorsione, con l'aggravante dei metodi mafiosi, Pietro Costantino, messinese di 45 anni, già noto alle Forze dell'Ordine. L'uomo, qualche giorno fa, si è presentato in un noto bar cittadino del centro città e ha preteso dal titolare 50 euro. Per essere "credibile", Costantino ha finto di essere armato (si toccava ripetutamente la cintola ad indicare la presenza di una pistola) e ha detto di essere personaggio di grande spessore criminale, con amicizie pericolose. Ha anche aggiunto che, in caso di mancato pagamento, quel bar avrebbe subito danni. Non ha fatto paura: il gestore del bar lo ha denunciato agli investigatori della Squadra Mobile che, dopo aver verificato l'episodio, hanno ottenuto l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Costantino.
19 Luglio 2010
Scatta l’operazione Polifemo: tredici arresti per spaccio di droga in città.

“Il clan del Municipio” è dietro le sbarre dall’alba di stamani. Si autodefinivano così, i componenti dell’associazione criminale impegnata nello spaccio di droga in zona Palazzo Zanca: “quelli del clan del Municipio”. Una retata della Squadra Mobile, diretta da Marco Giambra, li ha portati in carcere questa mattina, quando con l’operazione Polifemo, 9 ordinanze di custodia cautelare siglate dal gip Antonino Genovese, altre 4, emesse nei confronti di minorenni, emesse dal gip Michele Saya, del Tribunale dei Minori, 13 persone sono state arrestate. Associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e, per un indagato, anche un’accusa di tentata estorsione. Questi i reati che hanno portato in carcere: Domenico Bonasera, 31 anni, Giovanni Ro, 25 anni, Alessandro Amante, 25 anni, Alberto Boncordo, 29 anni, Giovanni Forami, 25 anni, Angelo Cannavò, 28 anni, Placido Orecchio, 36 anni, Salvatore Amante, 22 anni, e Giovanni Trifirò, 28 anni. Tutti giovani e, dunque, nel pieno consumo delle loro energie. Energie che, a detta del sostituto procuratore della Dda, Vito Di Giorgio, che con la collega della Procura Ordinaria, Maria Pellegrino, ha coordinato le indagini della Squadra Mobile, sarebbero state espresse con una costante attività di spaccio. Giorno dopo giorno, senza saltarne uno, il gruppo spacciava eroina, cocaina, haschish e mariyuana nei “punti vendita” di: piazza Municipio e rione Giostra. Di più, incredibile a dirsi, un’intercettazione ambientale rivela che obiettivi sensibili dell’organizzazione fossero anche “ i bambini”. Pare che a loro fornissero pasticche di extasy. Lo dice, così, l’intercettato Bonasera: “ tutti si sono sballati ieri sera: anche i bambini”. A detta degli inquirenti la sostanza chimica sarebbe stata spacciata in un locale del centro città frequentato da ragazzini. Ma l’indagine della sezione della Mobile diretta da Giuseppe Anzalone, ha portato alla luce anche episodi di inaudita violenza. Come un metodo di reclutamento pusher particolarmente feroce: quello di un 17enne colpevole di aver rubato mezzo chilo di mariyuana al clan. A detta degli investigatori Bonasera, scoperto il furto, invita il giovanissimo autore ad un incontro, lo massacra di botte, gli recide i tendini di una mano e gli prospetta una morte imminente. Ma, infine, magnanimo, lo grazia, purchè risarcisca il furto spacciando per il gruppo e, in aggiunta, si finga vittima di un incidente stradale dal quale può ottenere una cospicua somma dall’assicurazione. Quel denaro finirà nelle casse del clan. Le indagini che hanno fatto scattare, oggi, l’ operazione Polifemo erano state avviate nel 2007, quando la Squadra Mobile puntò i riflettori sulla figura di Domenico Bonasera, ritenuto il fiancheggiatore della latitanza di Giuseppe Mulè, capo di una consorteria di Giostra. Intercettazioni ambientali e telefoniche, finalizzate a stabilirne il ruolo di favoreggiatore, portarono invece alla luce il fiorente mercato di ogni tipo di sostanza stupefacente che avveniva in città. “ Il clan del municipio” è stato decapitato.
17 Luglio 2010
La Gdf scopre una truffa da 116mila euro ad un'anziana

Era riuscito a spillare 116 mila euro ad un’anziana signore promettendole la realizzazione di un impianto fotovoltaico sui suoi terreni di Milazzo, ma era una truffa. A scoprire tutto la Guardia di Finanza di Milazzo. Gli arresti sono scattati per un libero professionista messinesi di 65 anni. L’uomo, dopo aver carpito la fiducia della donna, si era fatto consegnare i soldi dicendo che servivano per l’acquisto di attrezzature. Per truffare l’anziana l’uomo aveva garantito importanti guadagni una volta terminati gli impianti.
15 Luglio 2010
Si è costituito l'uomo che ha sparato al vicino di casa

Si è costituito ieri pomeriggio l’uomo che aveva sparato al vicino di casa nella notte tra martedì e mercoledì a Santo Saba. A.V. ,di 51 anni ha dichiarato di avere usato la pistola, calibro 6.35, in seguito ad una lite per l’abbaiare dei due cani della vittima. Il cinquantunenne è stato denunciato per lesioni aggravate e porto abusivo di armi da fuoco. Il vicino, ferito al ginocchio destro, è ricoverato all’ospedale Policlinico con una prognosi di 20 giorni.
8 Luglio 2010
Messina e Taormina. Scattano le manette per due pregiudicati.

Scattano le manette per due uomini già noti alle forze dell’ordine. Filippo Surace, 34 anni, era già ai domiciliari dallo scorso ottobre per furto aggravato. Durante il controllo da parte dei Carabinieri della Stazione di Bordonaro, i militari hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione di Surace. 11 grammi di cocaina, 8 di hashish, 500 euro in contanti e un bilancino di precisione. E‘ quanto è stato rinvenuto e posto sotto sequestro. Il trentaquattrenne è stato portato alla Casa Circondariale di Messina Gazzi. Nuovo arresto anche a Taormina. Questa volta a finire in manette è Carmelo Brancato, 43 anni, ai domiciliari da dicembre. L’uomo è stato trovato in un orto adiacente alla sua abitazione, dalla quale aveva l’obbligo di non allontanarsi. Tra la vegetazione alcune piantine di cannabis che sono state sequestrate dai militari e Brancato è stato arrestato con l’accusa di evasione e coltivazione di sostanze stupefacenti.
22 Giugno 2010