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Accoglienza minori non accompagnati, Accorinti chiarisce: “Nessuna responsabilità del Comune sui ritardi nei pagamenti delle prestazioni alle strutture”.

Non ci sta il sindaco Renato Accorinti ad addossarsi responsabilità che non sono del Comune. Il tema che contrappone operatori ed amministrazione è quello dell’accoglienza dei minori non accompagnati che arrivano a Messina in seguito agli sbarchi dei migranti. Da mesi la città affronta il problema che diventa ancor più particolare quando di mezzo ci sono le fasce più deboli. Sono al collasso le strutture presenti sul territorio. Si attendono le indicazioni del Ministero dell’Interno per il trasferimento in centri specializzati, come previsto dalla legge. Tra le associazioni che in questo periodo hanno garantito l’assistenza c’è l’Aibi che opera a Camaro ed ha accolto i minori presso la Casa Mosè. L’Ente da qualche settimana ha comunicato di non essere più in grado di gestire il servizio. I soldi promessi a copertura delle spese previste non sono ancora arrivati. Intimato a Palazzo Zanca il trasferimento degli ospiti presso altre strutture. Accorinti in conferenza stampa ha spiegato che il problema da mesi è stato già segnalato al Prefetto Morcone che, per conto del Ministero, segue queste problematiche. Ma la richiesta dell’Aibi non è la solo. Altre strutture: lo Spirito Santo, l’Ipab di Santa Lucia, e l’associazione Caritas Santa Maria della Strada battono cassa. Non ci sarebbero più le condizioni economiche per andare avanti. Il decreto di finanziamento è stato firmato dal governo il 18 settembre scorso. “Ma – ha spiegato dal dirigente Giovanni Bruno – i soldi non sono ancora disponibili.” A Messina arriveranno 120 mila euro, una somma inferiore rispetto a quella promessa dal Ministero. 20 euro a giorno per ogni ospite e non 45 come invece era stato annunciato da Morcone. Le risorse saranno distribuite ai vari enti in base alle fatture presentate. Ristabilire la verità. Queste parole del sindaco. Il Comune gestisce nell’immediato l’emergenza ma tutti i passaggi sono coordinati dal Governo che ha competenza per il settore migrazione. “Se l’Aibi non ha ancora ricevuti i soldi – ha concluso il primo cittadino – non è colpa di questa amministrazione che sta facendo il possibile per risolvere il problema.” La vicenda suscita qualche polemica e crediamo che nei prossimi giorni quello che da alcuni viene visto come una scontro tra strutture e Palazzo Zanca proseguirà. A pagare le conseguenze sono sempre i più deboli ed in questo caso i minori non accompagnati.