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Caronia è tornata a bruciare. Si attendono risposte, anche sulle possibili conseguenze per la salute umana

A dieci anni di distanza la piccola frazione di Canneto di Caronia ha riconquistato la copertina. Un “X-Files” irrisolto quello che riguarda una quarantina di abitanti. Ma alla finzione del noto telefilm che rese celebri Mulder e Scully qui si sostituisce il dramma e lo sconforto dei quaranta abitanti, aggravato peraltro dalla mancanza di spiegazioni. Le autocombustioni sono riprese e devastano suppellettili ed elettrodomestici. Quando a prendere fuoco non è una presa collocata nei muri piuttosto che un apparecchio collegato alla corrente il mistero si infittisce. Ieri abbiamo documentato la combustione di un materasso, al quale non era vicini né cavi né altri apparati. I residenti continuano a sostenere che nell’area sarebbero stati effettuati esperimenti militari ed il Governo, che ha secretato il relativo dossier, dovrebbe una volta per tutte fare chiarezza.

Ma a nostro avviso il vero interrogativo, colpevolmente sottovalutato in questo decennio, è legato anche all’aspetto della salute. Va verificato a fondo se questi incomprensibili fenomeni di autocombustione possano avere conseguenze sui residenti. Considerata la natura ancora incerta degli incendi resta altrettanto vaga la percezione dei possibili risvolti su chi in quell’area vive da sempre. Questa mattina intanto sul posto si sono recati l’assessore regionale Giuseppe Bruno ed il responsabile regionale della Protezione Civile Calogero Foti. Dopo l’installazione di centralini e misuratori adesso Caronia pretende però risposte e chiarezza. Anche “X-Files” durò dieci anni, ma i produttori alla fine svelarono gran parte dei misteri in precedenza irrisolti.