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Confisca di beni all’armatore Amedeo Matacena

Il tentativo di contrastare il monopolio del traghettamento sullo Stretto di Messina da parte di Caronte & Tourist fallisce miseramente già nel 2005. La carriera di armatore per l’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena non produce gli effetti sperati. Un sogno che si infrange in poco tempo. Poi i guai giudiziari, la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, la latitanza a Dubai. Oggi l’epilogo con il sequestro e la confisca di beni. Provvedimento disposto dalla Dia di Reggio Calabria. Sottosequestro 12 società in Italia e all’estero, conti bancari, immobili ed il traghetto Amedeo Matacena, per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro.
Matacena era stato già condannato definitivamente, a tre anni di reclusione dalla Corte di Cassazione, nel 2014, per concorso esterno in associazione mafiosa, essendo stato riconosciuto come terminale politico di riferimento delle cosche reggine.
In questi giorni la presa di distanza del gruppo Franza che ha spiegato, tramite il responsabile comunicazione come i rapporti tra gli imprenditori messinesi e l’ex armatore reggino siano chiusi da tempo: “Quel Matacena che negli ultimi tempi assurge frequentemente agli onori della cronaca giudiziaria è fuori da C&T dagli anni ’90. La proprietà di Caronte & Tourist è in mano alle famiglie di Gennaro Matacena e degli eredi di Giuseppe Franza”.
Un chiarimento che trova conferma proprio in quel tentativo fatto da Amedeo Matacena qualche anno fa con il tentativo di costruire attraverso la società Amadeus, un gruppo alternativo a Caronte e Tourist nei collegamenti tra Messina e Villa San Giovanni. Chiesto anche l’attracco alla rada San Francesco, mai concesso. Il padre dell’ex armatore, il cavaliere Amedeo insieme al fratello Elio è stato nel 1963 fondatore della Caronte Spa, primo vettore privato a solcare lo Stretto di Messina.
Il sogno di interrompere il monopolio Caronte/Tourist e tornare ad essere vettore privilegiato nello Stretto naufraga ed il traghetto ora sottoposto a sequestro resta il ricordo di ciò che Amedeo Matacena non è riuscito a fare.