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Metroferrovia, si prova a riaprire il confronto con la Regione. L’Atm però deve fare la sua parte.

La scorsa settimana vi abbiamo mostrato le immagini delle stazioni della Metroferrovia. Ennesimo segno di abbandono e degrado, frutto dell’incapacità istituzionale di offrire alla cittadinanza servizi che potrebbero migliorare e non di poco il sistema locale dei trasporti. Sul futuro della Matroferrovia si è detto di tutto e di più, ma da mesi è calato il silenzio. Adesso però sembrano esserci i presupposti per riavviare quel necessario confronto con la Regione che possa portare, nel giro di qualche mese, alla riattivazione delle corse. Sull’argomento questa mattina abbiamo ascoltato l’assessore comunale alla Mobilità urbana Gaetano Cacciola. Secondo il rappresentante della giunta Accorinti, ora che si sta lavorando ad una nuova Atm, è possibile anche riprendere il dialogo laddove era stato interrotto. La Metroferrovia potrà funzionare solo se contestualmente si riusciranno a garantire i collegamenti a pettine con i villaggi ed un biglietto integrato che possa abbattere i costi per l’utenza.  Tra Comune e azienda l’interlocuzione è partita. Cacciola ha già incontrato il direttore generale Giovanni Foti. La disponibilità di più autobus da impiagare nel servizio quotidiano offre qualche garanzia in più rispetto al passato. Una programmazione affidabile che potrebbe essere sottoposta all’attenzione dell’assessorato regionale ai Trasporti ed ai vertici di Trenitalia, per giungere nel breve tempo ad un accordo. La Regione, infatti, gioca un ruolo importante avendo competenza diretta sui servizi ferroviari. Che sia la volta buona è difficile dirlo. L’unica cosa certa è che sono stati spesi milioni di euro, fondi pubblici, per realizzare un’infrastruttura, inaugurata il 15 giugno del 2009, che non è mai stata utilizzata a piano regime. Fortunato Marino