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Operazione Totem, 24 arresti. Colpito clan mafioso di Giostra. Gestione illecita di lidi e centri scommesse

Si chiama Totem l’operazione congiunta di Carabinieri e Polizia che questa mattina ha portato all’arresto di 24 persone, tutte esponenti del clan mafioso di Giostra. Sgominata un’organizzazione criminale che da tempo aveva esteso i propri interessi economici in diversi settori, tra i quali la gestione di stabilimenti balneari, rosticcerie ed una catena di punti internet di scommesse on line illecite. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, Monica Marino, su richiesta della Procura della Repubblica. Gli arrestati sono ritenuti responsabili – a vario titolo – di associazione mafiosa e concorso esterno, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, detenzione illegale di armi, esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa, corse clandestine di cavalli e maltrattamento di animali. Come è stato accertato nel corso delle indagini avviate tra il 2012 ed il 2013, il sodalizio criminale ben strutturato con al vertice Luigi TIBIA, nipote del boss detenuto Luigi GALLI, imponeva, anche con il ricorso a minacce e metodi violenti, la propria forza per ottenere favori ed agevolazioni nell’acquisizione di società ed attività che avrebbero consentito il riciclaggio di denaro e nuovi guadagni. Il gruppo, con la complicità di un amministratore giudiziario, l’avvocato Giovanni BONANNO gestiva, ad esempio, due imprese già confiscate nel 2012 (il lido “Al PILONE” e la società di distribuzione di videopoker e scommesse “EUROGIOCHI”), e sfruttando le capacità manageriali di un professionista, Antonio D’ARRIGO, la discoteca “IL GLAM”. E’ emerso inoltre che alcuni appartenenti al sodalizio, servendosi di un network di imprese illegali si occupavano della raccolta delle puntate da gioco e del pagamento in contanti delle vincite ai clienti, utilizzando server dislocati fuori dei confini nazionali. L’organizzazione criminale provvedeva a investire gli introiti nell’acquisto di videopoker, totem e slot-machine, modificati mediante l’installazione di software illegali. Maddalena CUSCINA’, moglie di TIBIA, e altri due affiliati erano impegnati a reinvestire i proventi del gioco d’azzardo e dalle scommesse clandestine di cavalli, in attività di ristorazione. Sequestrati beni per un valore complessivo di 2 milioni di euro. Il campo di calcetto “CASA PIA”, la società di ristorazione “SAPORI DEL MATTINO”, la “TI.DE srl”, che gestisce il lido balneare a Mortelle, la stalla sede della scuderia “BELLAVISTA”, un’autovettura e attrezzature collocate all’interno di 22 sale giochi/centri scommesse. Tra le persone coinvolte anche Pietro Gugliotta, attualmente vice presidente dell’Acr Messina che, da commissario liquidatore della società cooperativa Garibaldi, proprietaria dei lidi presso la struttura Grand Hotel Lido – Giardino delle Palme, avrebbe favorito TIBIA nell’ottenimento della gestione.