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Reset: “Dalla tenda ai cinghiali: tante polemiche, nessun progetto per la città”

“Dalla tenda ai Cinghiali il passo è breve e descrive senza dubbio la misura dell’incapacità della Città e della sua classe politica e dirigente di dare il giusto valore e peso alle questioni”. E’ quanto si legge in una nota stampa firmata dal rappresentante del movimento Reset Alessandro Tinaglia.
“Ogni cosa a Messina diventa scontro ideologico con il risultato che la “guerra” di turno è solo l’intervallo prima dell’inizio della prossima.
Non una soluzione, non un progetto di sviluppo.
I 15 Messinesi che perdono il lavoro ogni giorno ed i 10 che ogni giorno abbandonano Messina hanno meno importanza della demagogia e della polemica che alimenta “fazioni” differenti ormai divenute una sorta di “clan”.
È guerra tra bande quindi e sempre ignorando, sistematicamente e strategicamente, il merito della questione.
Alle bande non importa risolvere il problema in modo ragionevole o applicando la legge come nel caso della tenda a Piazza Pugliatti.
A questi signori interessa fare demagogia e speculazione perché sono interessati solo ai titoli ed alla fetta di elettorato che potranno accattivarsi.
Questa con la POLITICA, almeno nell’accezione che dovrebbe ispirare chiunque si fa carico di rappresentare una comunità grande o piccola che sia, non c’entra assolutamente nulla anzi ne è l’esatto contrario, ne è la negazione.
Così come assoluta negazione della Politica e del rispetto delle Istituzioni sono le “posizioni” del Sindaco e dell’Assessore Ialacqua per i quali le REGOLE e le LEGGI vanno applicate a proprio piacimento o in base al fatto che chi le viola sia o meno vicino all’Amministrazione.
Insomma il “nuovo che avanza”!!!
Non possiamo dunque che invitare Sindaco ed Assessore a prendere atto dell’incompatibilità delle proprie “posizioni anarchiche” con il ruolo di rappresentanza Istituzionale della nostra Città.
Per tale ragione nell’esprimere la nostra solidarietà al Corpo della Polizia Municipale vilipeso e sminuito dalle parole dei due Amministratori, non possiamo che augurarci che, visto che la colpa non è mai dell’Amministrazione Accorinti, stavolta almeno sia colpa del forte caldo, certamente istigato da quelli di prima o al limite dai Cinghiali fascisti”.