Home » Politica » Piemonte, Accorinti replica a D’Alia: “Non sa di cosa parla”

Piemonte, Accorinti replica a D’Alia: “Non sa di cosa parla”

Il testo del comunicato del sindaco di Messina Renato Accorinti:

L’onorevole D’Alia dimostra di non sapere di cosa parla quando agita presunti “ritardi di Accorinti” in
merito alla vicenda dell’Ospedale Piemonte. Basta leggere il primo documento predisposto dal Sindaco
fin dal primo momento di questa importante vertenza cittadina, nel quale viene proposta la soluzione
che adesso tutti si affannano a dichiarare propria: un centro per la lungodegenza e un attrezzato
pronto soccorso, adeguato alle esigenze dell’emergenza‐urgenza. L’unica proposta realmente valida
per il mantenimento del presidio ospedaliero in città. L’unica strada realmente percorribile, proposta
dal Sindaco fin dal primo momento. Fa piacere che su questa via si sia costruita un’unità politica in
Regione tra le forze rappresentative della città. Sul polo materno‐infantile, il Sindaco è stato attaccato
proprio per aver detto il contrario di ciò che riferisce D’Alia, ossia che la prossimità del Policlinico e la
scopertura della zona Nord della città rendevano preferibile la sua collocazione al Papardo, piuttosto
che il suo mantenimento al Piemonte, qualora avessero dovuto poter permanere solo due e non tre
punti‐nascita. Buon senso e capacità di valutazione delle necessità della città. Proposte solide, che
trovano adesso la loro concretezza, a differenza delle evanescenti fantasie di chi (uomo vertice UDC,
con responsabilità sul calendario legislativo della Regione) vagheggiava impossibili cessioni del
Piemonte all’ASP.
Quanto all’ordinanza, il provvedimento non ha nulla di tardivo, giungendo a preservare
amministrativamente e operativamente il cammino politico di mantenimento del Piemonte, nell’attesa
che la traduzione in legge del disegno presentato in Regione diventi vincolante per gli assetti sanitari.
Come sa bene D’Alia, politico di lungo corso, già vicesindaco, poi deputato, senatore e ministro, la
Regione fa le leggi in materia sanitaria, il Sindaco deve applicarle e può intervenire, assumendosene la
responsabilità, con gli strumenti che la stessa legge gli mette a disposizione: decreti o ordinanze,
secondo le circostanze che concretamente maturano. È ciò che il Sindaco ha fatto, con correttezza,
equilibrio, tempismo. Ed è quanto meno bizzarro incolpare il Sindaco perché i deputati in Regione non
hanno ancora fatto la legge.
E mentre D’Alia formulava contraddittori appelli all’unità in conferenza stampa e scambiava per
ospedale la sovrintendenza (sic!), il Sindaco Accorinti convocava nel salone delle bandiere la
deputazione regionale e i sindaci della provincia per agire in modo da recuperare lo scippo di 12 milioni
subito dal nostro territorio in sede di assegnazione di risorse per la sanità. Qualcosa che i partiti in
Regione non hanno saputo prevenire e che devono adesso impegnarsi a recuperare. Allo stesso modo,
l’amministrazione ha in questi anni più volte sollecitato la Regioneper completare procedure, sbloccare
fondi, consentire interventi di messa in sicurezza del territorio a tutela dell’incolumità dei cittadini,
senza ottenere risposte. Interventi in difesa della costa sud, Piano particolareggiato di Capo Peloro, VIA
per il torrente Bisconte‐Catarratti, VAS per il piano particolareggiato Mortelle‐Tono, PUDM, VIA sul
parcheggio a raso di Capo Peloro, studio ambientale sul PRG attuale: sono progetti e interventi che,
ripetutamente sollecitati, attendono solo un via libera da Palermo per diventare cantieri aperti, per
decine di milioni, sul territorio della città. È questo il banco di prova dell’unità e della sensibilità politica
dei nostri rappresentanti. Se ci siete, battete un colpo.
Il Sindaco Accorinti si assume le sue responsabilità e chiede a tutti risposte coi fatti, così come
interviene coi fatti che sono di sua competenza. Evidentemente D’Alia non lo ha capito, ma lo hanno
capito i cittadini messinesi che lo hanno voluto applaudire e ringraziare in piazza nel momento della
conclusione della vertenza‐Piemonte.