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Faisa-Ugl e Orsa contro i vertici Atm. Sindacati verso lo sciopero

MESSINA. FAISA, UGL e ORSA hanno firmato il verbale del Salva Messina sul futuro di Atm e ne rivendicano i contenuti orientati al cambiamento reale. La massa debitoria ereditata dalle precedenti direzioni aziendali non lascia scelta, come concordato a Palazzo Zanca bisogna ripartire dalle ceneri, con una nuova Atm senza debiti ma soprattutto distante dalle dinamiche torbide che stanno alla base del fallimento. “Purtroppo – scrivono i sindacati – alla vigilia della costituzione della nuova azienda, siamo ancora costretti a denunciare la consumata prassi della gestione politico/sindacale. La direzione aziendale, probabilmente distratta dai troppi impegni, dalle priorità di gestione e dalle scadenze, non riesce a porre i dovuti argini alla deriva clientelare che impera da anni. I soliti sindacalisti fanno il bello e il cattivo tempo e non si capisce che lavoro svolgano in azienda oltre l’attività sindacale, dedita al proselitismo, durante le ore lavorative. Nelle poltrone che contano siedono gli stessi soggetti dell’era Foti, le carriere e le promozioni non seguono il percorso trasparente che tutti auspicavamo. In tali condizioni è molto rischioso tentare la nuova avventura, si rischia di creare il doppione di quell’Atm che per compiacere gli amici, la politica e il sindacato ha trascinato Messina al pre – dissesto”. I sindacati evidenziano che restano insolute molte problematiche cui l’azienda deve dare risposte prima dell’annunciata liquidazione: piano di esercizio gommato con tempi di percorrenza non realizzabili nelle attuali condizioni di viabilità e capi linea non attrezzati per i bisogni fisiologici degli autisti, turni sacrificanti per gli autisti ed eccessivo ricorso al lavoro straordinario, mancata applicazione dell’orario di lavoro full-time per tutto il personale. FAISA-UGL e ORSA da mesi rivendicano il cambiamento annunciato nei tavoli di contrattazione con il sindaco, ma dall’azienda non arrivano segnali giudicati significativi. Attivate le procedure di raffreddamento che in assenza di risposte risolutive sfoceranno nello sciopero.